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Uno Stormo in trasformazione: il 36°

di Riccardo Niccoli

(Pubblicato su "JP-4 - AGOSTO 2008)

Il 36° Stormo è da molto tempo un’unità emblematica dell’Aeronautica Militare. Considerato uno degli Stormi di punta della Forza Armata, il reparto di Gioia del Colle è stato anche l’ultimo rappresentante di quella categoria di “stormi binari” con doppia capacità aria-aria e aria-suolo (grazie alla presenza di un gruppo intercettori e di uno cacciabombardieri) che era nata alla fine degli anni sessanta.

Oggi, mutate le condizioni strategiche ed economiche, la presenza di Gruppi volo con aerei diversi nell’ambito dello stesso Stormo è un lusso anacronistico che l’Aeronautica non può più permettersi. A seguito delle pianificazioni relative all’introduzione in servizio del nuovo caccia Eurofighter, il 36° stormo è ormai proiettato a divenire uno dei due principali reparti della Difesa aerea italiana. Allo stesso tempo, il suo Gruppo cacciabombardieri, il 156°, non trovava più posto nel nuovo assetto tecnico, logistico e operativo, ed è stato quindi trasferito all’interno del 6° Stormo di Ghedi, che diviene così l’unico reparto dotato di Tornado IDS. Alla luce di queste improcrastinabili e impegnative trasformazioni, abbiamo deciso di dedicare un approfondimento a questo reparto, comandato al momento della nostra visita dal Col. Antonio Conserva, per osservare da vicino l’evolversi della situazione. 

Assegnato al 36° Stormo sin dalla sua costituzione, il XII Gruppo è la terza unità prescelta per volare con il nuovo caccia Eurofighter. Nel corso del 2007 il personale ha condotto le necessarie attività addestrative di conversione e ha dismesso buona parte dei velivoli assegnati, gli Alenia Aermacchi MB.339CD, con cui aveva potuto gestire la fase di transizione tra il ritiro anticipato del Tornado F.3 e l’arrivo dei primi EF.2000. Il 1° ottobre 2007 sono finalmente giunti a Gioia del Colle i primi quattro caccia assegnati, macchine “usate”, in precedenza impiegate dal 4° Stormo, ma pur sempre nuove e perfettamente adeguate alla missione assegnata. Com’è noto, è ancora il 4° Stormo il reparto di riferimento per l’introduzione in servizio del nuovo caccia, ed è a quest’unità che sono state consegnate nel 2007 le macchine più recenti, modello Block 5, mentre il XII Gruppo ha dovuto “accontentarsi” di esemplari Block 2. Con i primi quattro Typhoon (affiancati sino a maggio da un paio di MB.339CD per consentire ai  piloti del Gruppo non ancora qualificati sull’EF.2000 di effettuare attività di volo) il XII ha potuto iniziare a lavorare “in proprio” nel proseguimento delle attività addestrative e nello sviluppo di tattiche d’impiego sempre più capaci di sfruttare l’enorme potenziale del velivolo.

Per conoscere da vicino la realtà del Gruppo ci soffermiamo a parlare con il Comandante, “Strale 1”, il T.Col. Vito Cracas, oltre 3.000 ore di volo, già pilota di F-104 e Tornado F.3, in exchange con la RAF dal 2001 al 2004, e senz’altro uno dei più esperti e preparati cacciatori dell’Aeronautica.

Nonostante lo scarso numero di Typhoon a disposizione, il XII ha iniziato da subito a operare da Gioia del Colle con la determinazione di arrivare prima possibile a raggiungere un buon livello addestrativo, sfruttando al massimo le ore di volo messe a disposizione dal Gruppo Efficienza aeromobili (GEA) di Stormo. E’ da notare come la prima uscita all’estero di quattro Eurofighter sia stata effettuata proprio dal XII Gruppo, che con tutta la sua “flotta” si è rischierato a RAF Coningsby il 4 dicembre 2007 per un’attività congiunta. Ovviamente, le possibilità addestrative del Gruppo, i cui piloti sono quasi tutti qualificati Pronti al Combattimento, sono direttamente collegate al numero di velivoli disponibili, e soprattutto alla possibilità di concordare missioni di combattimento aria-aria con altri enti. I clienti più “gettonati” sono i due Gruppi su F-16 del 37° Stormo e, per ovvi motivi, il 156° Gruppo (sino a giugno), ma tra i reparti che spesso si addestrano a volare contro gli “Strali” vi sono anche il 32° Stormo (AMX) e il Grupaer della Marina (Harrier). Molte missioni sono volate anche “contro” gli F-2000 del 4° Stormo (sovente a supporto del 20° Gruppo OCU) e, a seconda dei periodi, contro i Mirage 2000 francesi che si rischierano a Solenzara, in Corsica. A causa di problemi geografici e della mancanza di aree addestrative opportunamente posizionate, scarsi sono invece i contatti con gli F-16 del 23° Gruppo di Cervia. Da questo elenco appare evidente come con l’Eurofighter non vi siano grossi problemi di autonomia. Con la configurazione di base (un serbatoio ausiliario ventrale da 1.000 litri) una missione di combattimento aereo dura in genere un’ora e mezza, mentre un volo di navigazione può facilmente arrivare a toccare le due ore. Con due serbatoi subalari è possibile ottenere qualche minimo vantaggio rispetto a un solo serbatoio (il maggior carburante a bordo viene penalizzato dalla maggiore resistenza aerodinamica), mentre la configurazione con tre serbatoi è da prendere in considerazione solo per lunghi trasferimenti. Per dare un’idea concreta dell’autonomia del Typhoon, ricordiamo che il trasferimento dei due F-2000 del XII Gruppo verso Moron, in Spagna, per la partecipazione al Typhoon Meet, (circa 1.600 Km in linea d’aria) è avvenuto impiegando velivoli con il solo serbatoio ventrale.

Già che abbiamo accennato al Typhoon Meet, ricordiamo come questa, assieme alla Spring Flag 2008 a Decimomannu, è stata la più importante esercitazione a cui hanno partecipato gli EF.2000 di Gioia del Colle. Su queste manovre sono già stati pubblicati articoli su JP-4 di maggio e giugno. Qui ricordiamo solo che, come ci dice il T.Col. Cracas, “con la Spring Flag è stato raggiunto l’apice delle attuali attività con il Typhoon”. A Decimomannu gli Eurofighter italiani hanno volato in pacchetto con F-16 greci e turchi e con gli F/A-18 spagnoli, contro gli F-16 italiani rischierati a Trapani. Però durante l’esercitazione sono state anche volate missioni DACT (Dissimilar Air Combat Training) contro greci e turchi, con grande soddisfazione reciproca, e con grande interesse da parte dei piloti stranieri, che hanno incontrato un caccia assolutamente superiore al loro, ma anche piloti molto ben addestrati. D’altronde, i velivoli Block 2 sono già a un ottimo livello di sistemi per quanto concerne le missioni aria-aria: il radar è efficiente e garantisce prestazioni paragonabili a quelle dei migliori F-15 americani, e questa - considerando che è appena agli inizi del suo sviluppo - è una notizia davvero interessante. Il MIDS (Multiple Information Distribution System) Link 16 è anch’esso efficiente e paragonabile attualmente a quello che si trovava sui migliori Tornado F.3; ovviamente anche questo sistema è in costante sviluppo e non potrà che migliorare, così come l’IFF (Identification Friend Foe) e il DASS (Defensive Aids SubSystem), che grazie alla produzione di nuove librerie dedicate da parte del ReSTOGE, comincia a funzionare, e bene. In più, la rete radar guida caccia nazionale (GCI) sta iniziando ad acquisire la capacità Link 16, permettendo agli F-2000 di addestrarsi con il MIDS non solo grazie alla presenza di velivoli AWACS (o di altri F-2000), ma anche con i radar di terra. “L’ambiente naturale del Typhoon è l’arena BVR (Beyond Visual Range)” ci dice Cracas, e già ora, con l’attuale standard del radar e i missili AIM-120, l’Eurofighter è in grado di intercettare velivoli ostili a distanze assolutamente notevoli. Ovviamente non sempre le regole d’ingaggio (ROE) permettono di colpire un velivolo prima dell’identificazione visiva, ma anche in una situazione ravvicinata, dove l’EF.2000 deve rinunciare al suo vantaggio iniziale, il Typhoon ha le spalle larghe, grazie alla formula aerodinamica vincente, all’elevata manovrabilità, agli eccezionali valori di SEP (Specific Excess Power) che può generare, e a missili come gli IRIS-T.

Come sempre, per la riuscita di una missione è comunque determinante il livello di addestramento dei piloti che la volano. A questo scopo, il T.Col. Cracas ha introdotto un “Indice di Qualità” per la classificazione delle missioni. In questa scala, il valore uno è attribuito alle missioni aria-aria condotte 2 v 2, e rappresenta il requisito di riferimento. Il valore massimo (2,5) è attribuito ad attività molto complesse, come una COMAO notturna con rifornimento in volo, mentre un semplice 0,5 è assegnato a una navigazione. Grazie ai tanti sforzi organizzativi, dal 1° ottobre 2007 i piloti del XII Gruppo hanno tutti un Indice di Qualità in media superiore a uno.

Nel marzo 2008 il Gruppo ha ricevuto altri due velivoli (uno da Grosseto e uno dal 1°RMV di Cameri), ma ha dovuto consegnare una delle quattro macchine originali al 1° RMV per una scadenza  ispettiva. Il rapporto piloti/velivoli assegnati al Gruppo è oggi molto buono, considerando che le macchine in uso sono solo cinque. Dopo l’estate 2008 la situazione dovrebbe migliorare, perché è previsto l’arrivo di nuovi velivoli; se questi saranno le prime macchine del nuovo Block 8, o altri velivoli usati del 4° Stormo non è ancora dato di sapere. Nel 2009 è comunque previsto che finalmente il XII potrà andare a regime, sia per la consegna di ulteriori velivoli, sia per l’arrivo di altri 3-4 piloti. Un pilota neo assegnato che arriva dal 20° Gruppo è qualificato Pronto al Combattimento Limitato (PCL), e deve effettuare un periodo di ulteriore addestramento presso il Gruppo di destinazione, sotto l’occhio di un pilota qualificato ITO (Istruttore Tattiche Operative) per giungere alla PC. Si tratta in genere di una ventina di missioni per i piloti giovani, e di appena sette-otto per coloro che provengono dalla linea F-16; sono missioni che provvedono a fornire un “ripasso” delle attività base di un pilota intercettore contestualizzate alla base e al Gruppo di assegnazione, in modo da prendere confidenza con le procedure, le aree e le zone d’operazioni, nonché conoscere e farsi conoscere dagli altri piloti del Gruppo. Dal 1° gennaio 2009 è anche previsto che il XII inizi a svolgere il servizio di allarme per la Sorveglianza degli spazi aerei nazionali (SSSA) dalla base di Gioia. Attualmente questo servizio viene fornito presso il 4° Stormo, in modo da alleggerire il carico di lavoro del reparto di Grosseto. In media si tratta di una settimana ogni due mesi, una pratica che è iniziata già nell’agosto 2007 e che proseguirà per tutto il 2008.

Anche i destini del 156° Gruppo, attualmente comandato dal Magg. Federico Fedele e residente a Gioia del Colle sin dalla costituzione del 36° Stormo, hanno subito un’evidente accelerazione durante i mesi scorsi. Nel 2007, infatti, è stato deciso dallo Stato Maggiore Aeronautica il suo trasferimento a Ghedi, allo scopo di ottimizzare la linea Tornado (destinata a una contrazione) e le sue attività manutentive. Tuttavia, dal 1° gennaio al 30 giugno 2008 il Gruppo è stato assegnato alla NATO Reaction Force (NRF) e ha subito anche una NATO CAPEVAL (Capability Evaluation), una valutazione gravosa e determinante non solo per il Gruppo e per lo Stormo, ma per l’Aeronautica stessa. Buona parte del 2007 è quindi trascorsa nella messa a punto di tutte le capacità del Gruppo e dello Stormo sia dal punto di vista operativo, sia da quello di rischiaramento delle forze, allo scopo di rispondere al meglio agli impegni richiesti. Nell’ambito di questa fase, gli equipaggi di volo hanno raggiunto medie volative pari e a volte superiori alle fatidiche 180 ore all’anno richieste dalla NATO. Da non dimenticare che all’inizio di novembre 2007 il 36° Stormo è stato anche sottoposto a una VCO (Valutazione Capacità Operative) nazionale, condotta dal COFA.

La CAPEVAL si è poi svolta dal 5 al 15 maggio 2008, avendo lo scopo di esaminare e valutare la capacità dello Stormo (e attraverso di esso anche di tutta l’Aeronautica) di rischierarsi su una base lontana e di condurre da là operazioni aeree sostenute. Nello specifico, la valutazione presupponeva la partenza del Gruppo con sei velivoli da una base madre nelle isole Canarie, con rischieramento a Gioia del Colle, da dove operare in appoggio a un’operazione della NFR. La valutazione era quindi divisa in due fasi: una prima (PD&I, Preparation Deployment & Implementation), in cui il Gruppo predisponeva tutti i materiali per il trasporto per via aerea, e prendeva possesso di una palazzina all’interno della base, che veniva trasformata in BOC (Base Operations Centre) provvisorio, e una seconda fase (Employment) costituita da tutta una serie di attività aeree, sfociate in una campagna aerea di 58 ore continuate, anche in ambiente NBC. Nel corso delle 58 ore sono state taskate 40 sortite, di cui 38 portate a termine, una cancellata per le avverse condizioni meteo e solo una annullata per motivi tecnici. Il team valutativo della NATO proveniva in buona parte dal comando AIRSOUTH di Smirne, era composto da ben 150 persone tra ufficiali e sottufficiali (un valutatore ogni due militari da valutare!) ed era guidato da un colonnello dell’USAF.  Immediatamente dopo la conclusione della valutazione vi è stato il debriefing finale dove vengono assegnati i giudizi per ciascuna delle categorie impegnate nell’attività. Il risultato è stato certamente all’altezza delle aspettative, e per la fase di PD&I la valutazione è stata addirittura di “Eccellente”. Grazie all’impegno dello Stormo, per i prossimi cinque anni l’Aeronautica non dovrà subire ulteriori CAPEVAL.

Superato questo duro impegno, il 156° Gruppo ha dovuto concentrare le proprie forze nell’affrontare il successivo compito, quello di trasferirsi sulla nuova base, a quasi 1.000 Km di distanza, e di iniziare un nuovo ciclo sotto le insegne del 6° Stormo. In realtà la situazione non è così definita come potrebbe sembrare. Innanzi tutto il trasferimento del Gruppo significa in buona sostanza il trasferimento degli equipaggi di volo e dei velivoli, perché come consuetudine la gran parte degli specialisti e dei sottufficiali in genere è ormai inamovibile dalle basi elette a“ residenza”, e questo è tanto più vero quando si parla di reparti stanziati nel sud Italia. Oltre a ciò, non è ben chiaro nemmeno il futuro del 156° Gruppo, perché se non è un mistero che in tempi brevi i Gruppi Tornado IDS devono passare da tre a due, non è stato ancora definito chi sarà “sacrificato” sull’altare dei moderni bilanci della Forza Armata. Se dal punto di vista regolamentare dovrebbe essere il Gruppo più giovane (quello con la numerazione più alta) a essere messo in posizione quadro, non è sempre detto che questo matematicamente accada, per cui il 156° nutre ancora qualche speranza, a scapito del 102° Gruppo. Il trasferimento formale del Gruppo è avvenuto il 1° luglio, anche se lo spostamento del primo velivolo ha avuto inizio già a fine aprile, mentre alcune macchine, impegnate in ispezioni presso il GEA di Gioia, raggiungeranno Ghedi nei mesi successivi.

Proprio il GEA di Gioia, per la precisione il 936° GEA, è il reparto più giovane dello Stormo, essendo stato ufficialmente costituito il 1° novembre 2007, grazie alla fusione del Centro Manutenzione di Stormo con il personale tecnico dei due Gruppi volo. Oggi il GEA ha un organico di circa 500 persone e si occupa delle attività manutentive di ben quattro linee: EF.2000, Tornado IDS, P.180 e MB.339. In realtà le linee Tornado e MB.339 sono in fase di dismissione, visto che i due tipi di velivoli non fanno più parte dello Stormo.

Per la linea Tornado il GEA ha assicurato tutte le attività di secondo livello (sino alle 1.000 ore), con fermi macchina massimi dell’ordine di tre-quattro mesi, a seconda dei periodi. Parte del personale è già qualificato sul Typhoon, e altro sarà convertito in futuro, visto che il caccia europeo è destinato ad essere il principale velivolo dello Stormo. Una prima aliquota di una cinquantina di persone ha condotto già l’addestramento a Cameri, presso il 1° RMV, e poi la fase di On Job Training a Grosseto, giungendo a Gioia per il 1° ottobre 2007. Oggi l’OJT viene effettuato a Gioia del Colle, semplificando tutta l’attività.  Per il futuro, è previsto che il 936° GEA conduca non solo le normali attività già previste per il 904° GEA di Grosseto, ma anche ispezioni IP400 per i velivoli F-2000, e probabilmente attività di secondo livello per tutte le componenti avioniche del Typhoon. La prima IP400 verrà condotta a Cameri (da personale GEA) nell’estate 2008. Dal punto di vista infrastrutturale il GEA utilizza tutte le strutture manutentive già presenti a Gioia del Colle, e anche gli shelter corazzati sono ormai divenuti, dopo i lavori di ristrutturazione, aree non solo di ricovero ma anche di manutenzione, grazie alla presenza di sistemi informatici in rete. Alcuni shelter in area XII Gruppo sono già stati ristrutturati, e in futuro lo saranno tutti i restanti della base. Dal punto di vista infrastrutturale, lavori di ammodernamento sono previsti per i vari hangar utilizzati dal GEA, mentre entro il 2008 sarà consegnato l’edificio ASTA, di nuova costruzione, che è destinato ad accogliere il simulatore di volo del Typhoon.

Il futuro del 36° Stormo si presenta brillante, anche se non del tutto definito. A fianco del XII Gruppo dovrebbe giungere, a partire dal 2010, un secondo Gruppo caccia, che i più indicano sarà il X Gruppo, oggi a Trapani. Secondo alcune voci, Gioia potrebbe anche ospitare un terzo Gruppo volo su Typhoon, se il 37° Stormo verrà davvero chiuso. Su questo punto non è ancora possibile mettere una parola definitiva, ma è certo che il 36° Stormo, anche “solo” con due Gruppi Eurofighter, una Batteria Spada, un GEA e una Squadriglia Collegamenti su P.180 sarà senz’altro – come in passato – uno dei reparti più importanti e significativi dell’intera Forza Armata.

 

 

 

 

                                        

                

 

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